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Chi sono le api
Per imparare a conoscerle dobbiamo iniziare ad osservarle da vicino, come possiamo osservarle e dove? è semplice basta recarsi in campagna e guardare i fiori, sicuramente intorno ad essi vedremo volare un’ape. Appena la vediamo soffermiamoci a guardarla, avviciniamoci pian piano e senza timore di una sua punturina, vi assicuro che non vi sarà pericolo, l’ape è indaffarata nel suo lavoro, guardiamola attentamente insetti (la maggioranza delle persone la confonde con la vespa o con il calabrone),
noteremo che il suo corpo è compatto, quasi tozzo, con il capo di colore nero, il torace su cui vi sono innestate le ali e le zampe è scuro, rivestito da una folta peluria color arancione; ha sul corpo delle striature nere ed arancioni. Dobbiamo imparare che l’ape è un insetto pacifico il suo pungiglione lo utilizza solo per difendere l’alveare, quando è per i prati intenta a raccogliere il nettare non dobbiamo temere la sua puntura questa può avvenire solo se inavvertitamente la schiacciamo.
CARTA D’IDENTITA DELL’APE ITALIANA L’ape è un insetto sociale appartenente a:
ORDINE: Imenotteri FAMIGLIA: Apidi GENERE: Apis RAZZA: Ape mellifera ligustica detta “italiana” RESIDENZA: Ovunque vi sia un fiore LUNGHEZZA: cm 1,5-2,0 COLORE: scuro tendente al nero con marcate striature arancioni ARATTERE: Docilissimo!
L’Apis mellifica o mellifera si trova in tutto il mondo essa è suddivisa in diverse razze e sono: mellifica ligustica o ape italiana, mellifica mellifica, mellifica carnica, mellifica caucasica e mellifica adansonii. In Italia l’ape più diffusa è la ligustica una razza particolarmente operosa, docile poco sciamatoria con regine precoci e prolifiche. Di negativo ha la tendenza al saccheggio e alla deriva da un’arnia all’altra.Una colonia di api è costituita da un'unica regina da decine di migliaia di operaie (femmine), da qualche centinaio o migliaia di fuchi (maschi) e dalla covata (larve).Un alveare è composto da un'unica colonia o famiglia.Per riprodursi e sopravvivere, una colonia di api cerca di accumulare il massimo possibile di provviste durante la buona stagione, per poter passare l'inverno. La popolazione della colonia varia secondo le stagioni essa è molto grande nei periodi in cui le risorse naturali sono abbondanti (da 30.000 a 70.000 individui), allo scopo di fare la maggiore raccolta possibile, d 'inverno si riduce fino a scendere attorno ai 6.000 individui, per ridurre al minimo indispensabile il consumo delle provviste. La popolazione non può tuttavia scendere oltre un certo limite, giacché è quella che dovrà rilanciare la colonia in primavera.
nelL’alveare troviamo una società divisa in caste
quindi nel suo interno troviamo:
· LA REGINA: in ogni famiglia vi è una sola regina la quale è l’unica fertile e quindi l’unica a deporre uova e ne depone all’incirca 2000 al giorno.Nonostante il suo nome essa non ha funzioni di comando, almeno per come si potrebbe immaginare nella società umana. Oltre alla funzione legata alla riproduzione, l’ape regina ha un altro importante ruolo produce ed emette una speciale sostanza, il “ feromone ”, che regola la vita dell’alveare determinando taluni comportamenti delle api. Può vivere 4-5 anni
· FUCO: esso è il maschio delle api e ve ne sono circa un centinaio essi servono per fecondare le giovani regine durante il "volo nuziale". Il fuco avvenuto l’accoppiamento muore.E’ privo di pungiglione ed ha occhi molto sviluppati.Vive circa 50 giorni.
· APE OPERAIA: componente di sesso femminile (il loro apparato riproduttivo è atrofizzato) ve ne sono circa 50.000 / 70.000 per ogni alveare in estate, nel periodo invernale il numero si riduce notevolmente. La vita dell’ape operaia è molto breve: circa 40/45 giorni dallo farfallamento in estate; 3/4 mesi nel periodo invernale.Nei primi 20 giorni di vita esse si occupano di pulire le celle, appena sfarfallano, diventano nutrici e cioè nutrono e riscaldano la covata, la regina ed i fuchi, poi diventano ceraiole, indi si dedicano alla costruzione dei favi, dopo di che immagazzinano il nettare ed il polline, diventano guardiane e quindi si dedicano a difendere l’alveare dai nemici esterni, e per finire, dopo questi 20 giorni, a diventare bottinatrici e cioè escono dall’alveare per raccogliere nettare e polline.
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